
Auguri.
Per 12 ciambelle:A proposito: con il lonzino del post qua sotto ci stavano benissimo, anche se credo sia un accostamento assolutamente blasfemo.Sciogliere il lievito e il malto con una parte del latte intiepidito.
- 20 gr di lievito di birra fresco
- 500 gr di farina 0
- 1 uovo
- 1 cucchiaino di malto
- 250 ml di latte
- 80 gr di burro
- 10 gr di sale
- 40 gr di zucchero (che io ho ridotto a 20, e ho fatto bene: il gusto troppo dolce sarebbe stato eccessivo)
- burro extra per spennellare
- un tuorlo d'uovo per spennellare
- semi di sesamo
- semi di cumino nero
- olive nere snocciolate o pasta di olive nere
Impastare tutti gli ingredienti fino ad avere una pasta liscia e setosa che andrà messa a lievitare, coperta con della pellicola trasparente fino a che raddoppia.
Dividere in 12 palline di peso uguale.
Aiutandosi con un matterello stendere ogni pallina cercando di mantenere una forma rotonda del diametro di circa un palmo. Spennellare di burro fuso intiepidito.
Cospargere con le olive snocciolate e spezzettate o la pasta di olive, e arrotolare su se stessa la pasta cercando di ottenere un rotolo piuttosto stretto.
Tenendo in mano le estremità del rotolino allungarlo un pochino torcendolo, e unirle per creare la ciambella.
Mettere sulla placca del forno su carta da forno, e lasciar lievitare una mezz'ora.
Prima di infornare (forno preriscaldato a 200°) spennellare con del tuorlo d'uovo e cospargere con abbondante sesamo e di cumino in semi.
Cuocere circa 20 minuti.
Il caviale sequestrato sarà esaminato e, se sarà ritenuto adeguato, verrà regalato a associazioni benefiche per imbandire le mense dei poveri durante le festività natalizie.
Sto seriamente considerando l'idea di passare la Vigilia alla mensa dell'Opera San Francesco."Et alors! La carbonade à la flamande (o come diavolo si scrive: ho trovato almeno una trentina di grafie diverse) è un piatto belgico che prevede lo struggimento - per ore - di una carne da spezzatino e di una discreta quantità di cipolle in una dose sufficiente di birra. L’ho preparata diverse volte, al punto che, pur non facendola da tanto, ho potuto replicarla senza ricetta, ottenendo un ottimo risultato. Ciò, in genere, sta a segnare l’esatto momento in cui la ricetta diventa mia. Ed è un bel momento, perché è il momento giusto per condividerla.
Procediamo con dosi ed ingredienti:
Ungete appena una pentola (se non potete cuocere per 3 ore, usate pure la pentola a pressione) e fatevi rosolare ben bene la carne e salatela. Indi, tenetela da parte, e nel sughetto secreto mettete a saunare© le cipolle tritate. Devono ammorbidirsi pian pianino, ma essendo trite e ritrite, si stuferanno presto. Quindi aggiungete lo zucchero ed alzate un po’ la fiamma per farlo caramellizzare appena: ‘appena’, ho detto, quindi siate tirchi col tempo, perché altrimenti brucia tutto.
- g 500 carne da spezzatino tagliata in tocchi di cm 2,5x2,5x2,5 (più o meno, eh?)
- 4 o 5 cipolle medie bianche
- due bottiglie di birra corposa (io ho usato la Leffe, in onore all’origine del piatto)
- due cucchiai di zucchero scuro
- una spruzzatina d’aceto
- 4 o 5 tocchi di pane casareccio
- senape rustica (quella in grani)
- timo e alloro
A questo punto, deglassate con la spruzzatina d’aceto e aggiungete la carne, il timo e l’alloro. Aggiungete anche la birra, incoperchiate bene e fate andare per tre ore almeno, a fiamma bassissima e anche con lo spargifiamma. Dopo le prime due ore, spalmate con generosità le fette di pane con la senape e mettetele sullo stufato. Re-incoperchiate e fate cuocere l’oretta restante, ma anche un’oretta e mezza (la stufa sarebbe l’ideale) o se avete una rostiera di coccio o di ghisa, ma seria, anche in forno a 120°. Per la versione pentola a pressione, le fette di pane vanno aggiunte dopo la birra, si tappa e si fa sibilare per un’ora e mezzo.
Il risultato non vorrei descriverlo per non rovinarlo."
Pulire e affettare cipolla e carote a uno spessore di 3 mm (ovvero non troppo sottili).
- 400 gr di spezzatino di vitello
- 3 carote
- 1 cipolla bianca grossa o due piccole
- 1/2 vasetto di yogurt Total 2%
- olio
- burro
- triplo concentrato di pomodoro
- curry madras forte
- buccia di limone essiccata
- 6 semi di cardamomo
- 1 cucchiaino di amido di mais
In una casseruola a fondo pesante saltarle in poco olio, a fuoco medio. Quando sono appassite ma non colorite toglierle e conservarle. Aggiungere in pentola una noce di burro e un cucchiaio d'olio, e quando sono caldi far andare la carne tagliata a bocconcini. Quando il liquido si sarà consumato, rimettere in pentola le verdure. Salare, spolverare di curry, mescolare e aggiungere un cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro sciolto in una tazza d'acqua calda. Aggiungere le bacche di cardamomo e le bucce di limone, abbassare la fiamma al minimo, e cuocere per circa un'ora, se occorre aggiungendo altro liquido.
A cottura, quando la carne sarà tenerissima e la salsa avrà un aspetto glassato (il connettivo contenuto nella carne avrà fatto il suo adorabile lavoro), mescolare lo yogurt con l'amido sciolto in un cucchiaio d'acqua, versare in pentola, mescolare bene e cuocere ancora dieci minuti.
Io l'ho servito con il tortino di riso iraniano, che mi è sembrato proprio perfetto.
Vi parrà strana, e inizialmente forse anche un tantino ripugnante, codesta associazione di sapori e consistenze: ma ogni scoperta ha bisogno di un pioniere, e l'intraprendenza che saprete dimostrare, vi assicuro, sarà ampiamente ripagata. Ora andate (voi, io dopo tanto andare resto), provate e diffondete.Andiamo dunque a selezionare, da un enorme sacchetto di patatine, le più grandi e perfette. Vedrete che saranno pochissime. Le altre lasciamole al gatto, come si dice dalle mie parti. Solo il meglio, per i miei lettori.
- patatine classiche
- maionese industriale in tubetto
- acciughe sott'olio
- limone (rigorosamente trattato con ogni sostanza possibile e immaginabile, proibiti limoni verdastri bio)
Andiamo a disporle artisticamente su un piatto. Andiamo ora a lavare bene il limone, e andiamo a ridurlo a fettine sottilissime. Due millimetri è la misura esatta. Andiamo poi a suddividere ogni fettina in quarti, in ottavi e indi in sedicesimi e se occorre in trantaduesimi, ricavandone dei triangolini. Andiamo a togliere l'eccesso di olio dalle acciughe, mediante tamponatura con carta da cucina, e andiamo a dividerle a tocchetti grandi come caccole (circa).
Ora che abbiamo eseguito magistralmente la preparazione, andiamo a occuparci dell'assemblaggio: andiamo a posare, con mano fermissima e parsimoniosa, una goccia di maionese al centro di ogni patatina. Su di essa, che fungerà mirabilmente da collante, andiamo a poggiare un pezzetto di acciuga e un triangolino di limone.
C'est tout.
Andiamo a servire appena fatto (è in questi dettagli che si vede l'eccellenza: se le prepareremo in anticipo, la maionese avrà il tempo di intridere ed ammosciare la zona di patatina sulla quale giace, vanificando massimamente il risultato), idealmente con Prosecco, Cartizze o se siamo proprio viziosi - oh, se lo siamo -, uno Spriz.
Per una pirofila rotonda del diametro di 22 cm (due o tre porzioni):Cuocere le lenticchie (piccole, scure, non di quelle che si disfano) in acqua, insaporendo con il gambo di sedano.
- 250 grammi di lenticchie
- 200 grammi di riso basmati
- 1 barattolo di passata di pomodoro
- 1 gambo di sedano
- 2 cipolle
- aglio
- sale
- olio extravergine d'oliva
- aceto
- concentrato di pomodoro
Cuocere il riso (lessato, pilaf o a vapore) tenendolo molto al dente.
Intanto preparare il sughetto facendo soffriggere in una padella uno spicchio d'aglio in un pochino d'olio, aggiungendo la passata e facendola sobbollire e restringere per un quarto d'ora circa.
Aggiungerci una spruzzata d'aceto, un po' d'acqua, uno o due cucchiai di concentrato di pomodoro e lasciar cuocere per un'altra decina di minuti.
A parte tagliare le cipolle ad anelli sottili e soffriggerla in una padella con olio.
In una pirofila alternare strati di lenticchie a strati di riso, aggiungendo qualche cucchiaiata di salsa sopra al riso, fino a terminare gli ingredienti principali.
Ricoprire la superficie con gli anelli di cipolla, l'olio di cottura della stessa, e sopra a tutto versare la salsetta di pomodoro.
Mettere in forno per 15 minuti a 200° e servire.
Escalivada
"L'escalivada è una sorta di ratatouille o di cianfotta catalana: ha il pregio, rispetto alla consorella provenzale, di rispettare le consistenze diverse delle verdure e rispetto alla consorella suditaliana, di essere più leggera, senza però perderne in sapore. Per me è un must estivo: è colorata, gustosa, profumata, versatile, leggera, anticipabile e si conserva per qualche giorno. Ottima come contorno a carni e pesci grigliati, squisita con la mozzarella di bufala (magari supportando il tutto con una bruschetta), interessante come condimento di riso pilaf o cuscus o bulghur... insomma fatene quel che volete!".
- melanzane
- peperoni
- zucchine
- cipolle
- pomodori
- patate
- aglio
- erbe aromatiche
- sale
- olio evo
Tagliare a metà, nel senso della lunghezza, tutte le verdure. Pulire (solo) i peperoni dai semi e filamenti. Spennellarle d'olio, salarle e porle, con la buccia verso l'alto, in una teglia unta sotto (distanza di cm 8, mas o meno) il grill del forno a 200°. Cuoceranno in tempi diversi: quindi controllare spesso, per "uscirle" man mano che saranno pronte. In genere i primi sono i pomodori, seguiti da melanzane, zucchine, peperoni, patate e cipolle (ma molto dipende dalle rispettive dimensioni). Appena estratte dal forno, mettere tutte le verdure, eccetto i pomodori, in uno stesso contenitore di vetro tappabile a fare la condensa per un'oretta. Mettere invece i pomodori in un altro contenitore con aglio, olio e le erbe scelte (io ci metto timo, basilico, origano e maggiorana; ci sta bene anche un po' di peperoncino). Passata l'oretta, pulire le verdure cotte: togliere la pelle, ormai bruciacchiata, dei peperoni, delle patate e delle melanzane, tagliare a queste e alle zucchine i piccioli, sfogliare la cipolla, eliminandone lo strato esterno. Ridurle tutte a dadini medi e unirle alla conza di pomodori. Mischiare bene*, semmai regolando di sale, tappare il contenitore e dimenticarlo in frigo per una giornata e anche più.
*nel recipiente di raffreddamento si sarà raccolta l'acqua di vegetazione mista alla condensa: dovrebbe essere eliminata, ma io l'aggiungo al condimento, perché per me è un brodo salino saporitissimo. De gustibus.
* Dedicato ai fortunati - ed io SO chi sono, nevvero? - che possiedono la favolosa grattugia Microplane: ecco un modo degnissimo per dare un senso all'esborso.Pelate e grattugiate lo zenzero, spremete il limone. Aiutandovi con un imbuto, mettete la polpa di zenzero e tutto il resto degli ingredienti nella bottiglia, e aggiungete acqua fino a tre dita sotto il tappo. Agitate bene per sciogliere lo zucchero e il lievito, stringete forte il tappo e mettete a riposare da 24 a 48 ore circa (io l'ho avuto pronto in 36 ore, ma dipenderà dalla temperatura esterna etc).
- una bottiglia di plastica da 2 litri
- un limone
- 120/220 gr di zucchero (io ne ho usati 120, non amo i sapori troppo dolci)
- un quarto di cucchiaino da caffè di lievito di birra secco
- tre cucchiai da minestra di radice di zenzero grattugiato (grattugia a fori medi)*
Si capisce che è pronto quando, tastando la bottiglia, la troverete durissima (ossia quando sarà piena di gas).
A quel punto, mettete in frigo e fate raffreddare bene.
Attenzione, quando aprirete il tappo: per evitare l'effetto-geyser, mettetevi sul lavandino, allentate il tappo senza aprirlo del tutto e fate spifferare il gas. Quando la turbolenza si sarà placata filtrate con un colino nel bicchiere, e deliziatevi del tripudio piccante di bollicine.
Per accompagnare:
- Una manciatona di fagiolini lessati
- 200 gr ricotta di mucca piuttosto solida, e di ottima qualità
- 1 uovo
- parmigiano grattugiato
- prezzemolo
- pepe
- sale
Tritare i fagiolini in modo che restino un po' di pezzetti. Insomma: non frullarli nel robot e ridurli a purea, per chiarire. Amalgamare con gli altri ingredienti, e formare delle quenelle con l'aiuto di due cucchiai. Spruzzarle leggermente di olio e cuocerle in forno per una ventina di minuti, e poi accendere il grill per farle dorare, girandole delicatamente in modo che prendano colore su ogni lato. Preparare una salsina leggera e poco cotta di pomodoro fresco, profumata di aglio e basilico. Servire tiepide.
- Salsa leggera di pomodoro e basilico
Lessare i gamberi e sgusciarli. Lessare le patate, sbucciarle e passarle nello schiacciapatate. Lavorare l'impasto ottenuto aggiungendo il succo di limone, qualche presa di chili e aggiustare di sale. Sistemare quindi un primo strato d'impasto all'interno di una pirofila circolare, leggermente unta d'olio. Adagiare le code di gambero sminuzzate e condite con abbondante maionese. Stendere un secondo strato di impasto e procedere con i pomodori pelati, privati dei semi, fatti a pezzettini, (attenzione a far sgocciolare molto bene l'acqua) e conditi con prezzemolo tritato, olio, sale, uno spruzzo d'aceto e poca maionese. Concludere con un ultimo strato di patate, pressare bene il tutto e mettere in frigo un paio d'ore. Rovesciare su un piatto da portata, decorare con spicchi d'uovo sodo e riccioli di maionese.
- 1,5 Kg patate
- 1/2 kg gamberi
- 2 limoni spremuti
- 2 pomodori ramati maturi
- prezzemolo
- 1 uovo
- maionese
- olio
- aceto
- sale
- chili
Tortino peruviano di patate e tonno(La foto? Non posso, adesso: deve stare in frigo fino all'ora di cena. Vi toccherà aspettare stanotte).Lessare le patate, sbucciarle e passarle nello schiacciapatate. Lasciarle intiepidire e condirle con il peperoncino e il limone. Fare un trito grosso con il sedano, la cipolla e i cetriolini, unirlo al tonno e condire con sale e maionese quanto basta per amalgamare bene.
- 4 patate lesse grandi come un pugno (mio)
- 1 scatoletta da 160 gr di tonno al naturale (possibilmente trancio, e di ottima qualità, non quella poltiglia dolciastra stomachevole che esce dalle scatolette normali)
- 3 gambi di sedano
- 1/2 cipolla rossa, o 1 cipollotto fresco
- 2 cetriolini sottaceto
- 4 cucchiai di maionese
- 1/2 limone spremuto
- 1 pizzico di chili in polvere
- capperi per guarnire
Ungere una terrina rettangolare (dimensioni 20 x 15 circa), fare uno strato con metà delle patate e pressare bene. Aggiungere sopra il composto di tonno e distribuirlo uniformemente, facendo attenzione che non fuoriesca dai bordi. Coprire con le restanti patate, compattare bene il tutto e mettere in frigo per almeno un paio d'ore.
Al momento di servire, rovesciare il tortino su un piatto da portata, con un coltello affilato e bagnato inciderlo a rombi, e guarnire ogni rombo con un cucchiaino di maionese e un cappero.
Si mette tutto tranne le fettine nel mixer e si riduce in crema, con l'aiuto di abbondante ma non esagerato olio.
- 150 gr di carpaccio di vitello tagliato a fettine piccole
- 30 cent di prezzemolo (quotazione milanese in data odierna): che equivale a circa il doppio di quello che riterreste ragionevole mettercene
- 4/5 cucchiai di parmigiano o grana grattugiato
- la buccia di mezzo limone
- 1 spicchio d'aglio
- olio extravergine
- sale
- pepe
Si schiaffa una fettina sulla mano sinistra (per i destrorsi) e ci si spalma sopra uniformemente un cucchiaino o due di ripieno. Con agile mossa della mano destra si arrotola la fettina (se avete seguito un corso da sigarai a Cuba, sarete senz'altro facilitati).
Poi si mette un po' di salsa sul fondo di una pirofila, si allineano strette strette le bracioline e le si cosparge con la salsa rimanente. Si inforna a 180° per mezz'oretta. Bisogna tener pronta una discreta quantità di pane per fare scarpetta.
Adesso che ci penso, la ricetta dev'essere del sud, perché al nord questi si chiamerebbero involtini, qua da noi per bracioline si intende tutt'altro. Potrebbe essere pugliese?
Cantuccini al formaggio puzzone:
200 gr farina 00
100 gr formaggio puzzone semistagionato (io ho usato un formaggio innominabile al tartufo che giaceva da Natale, dimenticato. Non so assolutamente dirvi cos'è, ma cercatevi un formaggio che sia a pasta semidura, più è olezzante e meglio è)
50 gr di mandorle sgusciate non pelate
1 uovo
1 cucchiaino di lievito istantaneo (quello per pizze last minute)
un goccio di latte (eventuale)
2 o 3 cucchiai da minestra di olio extravergine
pepe
sale
Setacciare la farina con il lievito in una ciotola. Aggiungere l'uovo, poi l'olio, il formaggio grattugiato con la grattugia a fori larghi. Mescolare tutto quanto, se occorre aggiungendo il latte strettamente necessario a rendere l'impasto lavorabile. Trasferirlo sul piano, lavorarlo il minimo indispensabile e incorporare le mandorle. Formare due panetti larghi quattro dita (di una manina femminile, se siete manovali facciamo tre) e alti uno. Metterli in frigo a riposare mentre si scalda il forno a 180°. Cuocere 30 minuti. Estrarre e far raffreddare. Poi tagliarli a fettine, e rimetterli in forno a tostare per una decina di minuti, fino a doratura.
Con queste dosi ne ho fatta una teglia giusta giusta.