domenica 28 dicembre 2008

Reportage della Vigilia


Sono contenta. L'anno scorso avevo capito che cominciavo ad essere in grado di servire una cena di livello più che accettabile, quindi quest'anno ero più fiduciosa. Ho lavorato parecchio, e la maggior parte del lavoro come sempre è stata quella della manovalanza sul dettaglio: tirare la sfoglia, pelare gli spicchi di arancia al vivo, tagliuzzare e candire le scorzette, ripienare ovetti e pomodorini. Molte ore. Del coordinamento sono soddisfatta: tenuto conto che ho fatto anche due tipi di pane e la pasta fresca, sono riuscita a incastrare bene tutte le fasi di preparazione anticipata, e a farmi trovare all'arrivo degli ospiti decentemente abbigliata, senza bigodini e con le candele accese; e anche a non passare troppo tempo in cucina tra una portata e l'altra, lasciando gli ospiti a smollicare nervosamente palline di pane sulla tovaglia.
Questi per me sono successoni, che sono abituata a non dare affatto per scontati.
Sono stata anche in grado di scaravoltare il menu all'ultimo momento, a spesa già fatta, quando si sono aggiunte tre persone last minute: qua si vede la tempra della cuoca!
E sono stata così felice di questi amici carissimi sulla cui presenza non avevo contato più di tanto... hanno enormemente contribuito a fare di questo un Natale sereno, piacevole e senza troppi magoni.
Ma veniamo al reportage.
Con l'aperitivo, erano d'obbligo le Finte ostriche, e noi agli obblighi ci pieghiamo rispettosamente.

A tavola, qualche antipastino: Uova di quaglia spumose al lompo e Prugne ripiene di fois gras vestite di pancetta.


Un antipasto più robusto: Zeppole fritte alle alici e alla ricotta (a cura della Armida, valorosa friggitrice in trasferta)


Primo (e Unico): Tagliolini al nero di seppia con capesante, gamberi e asparagi


Il secondo l'abbiamo saltato perché la cosa si faceva lunga. Per cui il contorno (Pomodorini ripieni con panure all'acciuga) sono rimasti soli soletti, ma non per questo trascurati.


e lo sciacquapapille (Insalata di arance e finocchi) è andato in coda.


Apoteosi: Marquise al cioccolato fondente e fior d'arancio, servita con panna fresca e scorzette d'arancia candite.
Ecco, ho anche imparato che sono capace di fare un dolce davvero buono. Perché lo era, parbleu se lo era. Per la presentazione, ecco, magari studio ancora un po'.

E adesso non vorrete mica le ricette, spero.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Brava.
Stop
nonno

maricler ha detto...

No, no, nessuna ricetta. Però ecco, la marquise... (mortadella in cambio della ricetta!)
Baci, domani partiamo, non mi sembra vero

fedeccino ha detto...

Fantastica !
Pomodorini con panure all'acciuga assolutamente degni di essere un secondo a se stante, ho l'acquolina al solo guardarli.
Non sarei assolutamente in grado di reggere una cena per tante persone con preparazione di pasta e pane, io alle 19:45 della vigilia stavo ancora realizzando alberelli di natale coi biscotti a stella, fissati con la glassa (struttura copiata da Cindystar, biscotto mio), mentre i presenti languivano :D
A presto, e buonissimo anno !

Daniela ha detto...

Sto applaudendo in piedi

Anonimo ha detto...

Accipicchia, che performance! E ha tutta l'aria di un vero Buon Natale, sono molto contenta :)
Ti abbraccio
Marì

Anonimo ha detto...

racontami il sapore dei tagliolini sono curiosa
bella cena davvero
a dire il vero sono curiosa anche della marquise non fosse che per il nome
pagno

Esmé ha detto...

Certo che vale la pena darsi da fare, se poi l'Ego ingrassa così! In effetti avevo voglia di stimarmi spudoratamente.
Devo chiedere permesso per la ricetta della Marquise, e poi ve la passo. Io ne ho ancora una porzione per Capodanno, che culo!

@Fedeccino, hai fatto centro: quei pomodorini sono la mia passione, e piacciono sempre moltissimo. E anche lo Chef che li ha inventati non è malaccio, devo dire :-)
Ma i tuoi biscotti avranno fatto felici anche i tuoi due Aiutanti, spero.

@Pagno: la pasta era buona, nel senso che i sapori nell'insieme funzionavano. Però, sinceramente io l'ho trovata un po' insulsa. Tenendo conto dell'esborso globale, secondo me si può scegliere di cucinare qualcos'altro. In particolare ho trovato un po' cretina la capasanta: ma forse era perché atlantica e surgelata.
Però l'insieme era molto bellino.

Anonimo ha detto...

avevo colto una mancanza di entusiasmo sospetta
ma il piatto è bello e l'idea anche
riprovare con pesce fresco ?(a chi piace il pesce....)ma capesante fresche ormai...proverei con i canestrelli,ne trovo ancora nostrani e freschissimi anche se sono piccini e meno scenografici
però poi devi venire ad assaggiare per fare il debito paragone
pagno
ma le tagliatelle le avevi fatte tu vero? difficili?

Esmé ha detto...

Pagnotta, come sai cucino roba ittica solo se strettamente obbligata: ma tu prova!
Le tagliatelle sono facilissime.

fedeccino ha detto...

Esmé, allora se non proprio lo Chef, condividiamo almeno la ricetta della panure all'acciuga !
... i biscotti hanno fatto contento il nipote, che li ha fagogitati in un sol boccone (impresa considerevole, ingoiare un alberello glassato necessita un'apertura mascellare degna del serpente che ingoia il coniglio intero).
Mi ha sbigottita, perche' in quel modo ne ha fatti fuori due mentre io ero girata dall'altra parte !

Esmé ha detto...

Fede, è il caso di dire parenti serpenti... boa, nel tuo caso.
Se clicchi sul nome del pomodorino, verrai sparata dritta sulla ricetta (li ho fatti anche l'anno scorso).

Flavia Brevi ha detto...

No, non voglio la ricetta. Voglio che questi piatti si materializzino qui, davanti a me e subito!

Esmé ha detto...

Flavia: prova a toccarti il naso, girare su te stessa tre volte e canticchiare "salacadula, megicadula, bidibi bodibi bu" (non mi rendo responsabile di eventuali disguidi, a volte compare un rospo fritto).