giovedì 6 novembre 2008

Due conti


E dopo l'innamoramento, si fanno i conti con la realtà. Io, che sono una donnina assennata, li faccio anche durante, senza nulla togliere al romanticismo.

Quanto costa nutrire un gatto?
Nutrire non vuol dire, per quanto mi riguarda, riempirgli la pancia. Quello si fa agevolmente con le scatolette del supermercato: di fascia alta o bassa, fa poca differenza. Peccato che verso gli otto, nove anni ve lo ritrovate con i calcoli, o l'insufficienza renale, e sono guai che chi ha avuto un gatto di lunga vita conosce bene.
Nutrire, quindi, significa cercare di fornirgli cibo che lo mantenga in salute, e magari anche gli piaccia.
I veterinari, che poi si ritrovano a curare i vecchi gatti malati e quindi la sanno lunga, consigliano alimenti di qualità, umidi o secchi; tutte le Persone con Gatto sanno che le marche sono tre o quattro (e non le vendono al supermercato, ma solo nei negozi di animali).
Emma dovrebbe mangiare cibo bilanciato per cuccioli ancora per 7 mesi. Ho scoperto con orrore che il prezzo è 1 euro/ 1,10 per microscatoletta, e ne deve avere due, quindi 2,10 euro al giorno. Con le crocche delle stesse marche si risparmia qualcosina, ma è molto triste mangiare solo palline secche a vita.
Quindi, fanno 63 euro al mese solo per la pappa. Scherziamo? (Capite adesso perché non ho due gatti)?

Ho quindi affrontato, con spirito risoluto e positivo, il periglioso cammino della pappa fatta in casa. Con risultati sorprendenti.
Ho previsto un menu che alterna una grande maggioranza di carni bianche (pollo, tacchino), una certa quantità di pesce (nasello e ventresca), un po' meno di carni rosse (macinato di vitello), una piccola percentuale di frattaglie (fegatini di pollo). Non calcolo il costo di quella mezza zucchina o carotina e del (pochissimo, non più di mezzo cucchiaio al giorno) riso che aggiungo.
Ho ovviamente approfittato delle offerte del supermercato, che peraltro ahimè orientano anche la mia alimentazione, da parecchio tempo prima che scoppiasse la crisi economica attuale: sono sempre stata avanti sui tempi, maledizione. Ho scelto i tagli di pollame più economici (coscia e sovracoscia in confezione da 2,5 kg, che vanno anche meglio del petto perché sono più grassi, e i gatti di grassi hanno bisogno), il pesce è surgelato e di provenienza tutto meno che mediterranea, eccetera.
Ho tenuto traccia accurata degli scontrini, contato le porzioni dopo la lavorazione, e il risultato è che il costo al giorno è di 0,60/0,70 euro. Circa 20 euro al mese. Un terzo secco dell'opzione cibo industriale di qualità. Mica male!
Ovviamente bisogna avere tempo ed essere sistematici, per cavarsela così. Si fa la spesa una volta ogni 10 giorni e per due ore si lessa, si sbollenta, si disossa, si spella, si dilisca, si sminuzza, si miscela, si porziona nei bicchierini di plastica e si surgela. E bisogna avere un microonde, se no si diventa pazzi a scongelare due volte al giorno.
Bisogna anche avere la fortuna di vivere con un gatto di palato facile: con la fu-micia schifiltosa, tutto ciò sarebbe stato impraticabile. Lei non ha mai accettato di riconoscere come cibo nulla che non fosse stato previamente additivato di schifezze e inscatolato, nonostante i miei tentativi di invogliarla fin dal primo giorno con piattini prelibati. Infatti ha passato gli ultimi 7 anni della sua vita costretta a mangiare solo crocche per l'insufficienza renale, che fanno schifo anche ai gatti, e abituarla non è stato affatto semplice. Tesora, quanto la penso in questi giorni.

Insomma: ce la si fa, come sempre, sbattendosi un sacco.
Però è una discreta soddisfazione quando Emma si fionda sul ragù di tacchino e fegatini, e lecca il piattino fino a lucidarlo.

Ora, io spero di star facendo bene. Qualche dubbio ce l'ho. In particolare, non so se questo regime debba essere integrato in qualche modo per ottenere gli strepitosi risultati delle pappe bilanciate deluxe (c'è bisogno di più calcio per un cucciolo? Taurina? Vitamine? Olio di oliva? Latte sì, latte no? Boh?). Nel frattempo, integro con una piccola quota di crocchette per cuccioli.
Ovviamente ne ho lette di tutti i colori, ma non sono in grado valutare il grado di attendibilità delle informazioni che ho trovato. Se si aggirasse da queste parti un qualche veterinario sano di mente ed esperto in nutrizione felina, sarei felice di sapere cosa sto sbagliando. (Astenersi sentito- dire e consigli non documentati, grazie).

20 commenti:

lise.charmel ha detto...

sto pensando di prendere un micino il prossimo mese. cavoli, dopo quanto letto qui non sono più tanto sicura: sono così disorganizzata per me stessa figurarsi a prendermi cura di un altro essere vivente.
eppure i tuoi consigli mi sembrano utili, ne farò tesoro

Esmé ha detto...

Ciao Lise. Inutile che ti dica che prima di prendere con sé un micio bisogna pensarci bene. Bisogna sapere di poterlo mantenere; di avere una casa adatta; di fare la vita adatta (ovvero molto casalinga: non lo si lascia solo tutto il giorno, e poi magari anche la sera se si esce); di avere qualcuno che lo tiene durante le vacanze, per tutta la vita (fine delle partenze last minute); di essere disposti a rinunciare ai divani impeccabili ed essere disposti a indossare vestiti pelosi per una quindicina d'anni almeno.
Di questa quindicina d'anni, i primi mesi saranno di delizia assoluta, poi molti di tranquilla e amorosa routine, e molti ancora con un gatto anziano, che dorme 22 ore su 24 e ha bisogno di aumentate cure veterinarie e non.
Non per scoraggiare, anzi! Io tutto ciò, come vedi, lo rifaccio senza dubbi e con gioia.
Ma è una responsabilità, e ho visto troppe persone sottovalutarla, e troppi gatti soffrirne le conseguenze.
Scusa il pippone :-)

marghe ha detto...

forse l'hai già visto ma lo linko (tabella dei principi nutritivi)

http://www.micimiao.it/alimentazionepr.htm

marghe mobi

Francesca ha detto...

Ciao, ho fatto un pò di ricerca visto che interessa anche a me..
http://www.agabi.net/alimentazione.htm
i ns. non saranno "gatti sacri di birmania".. però penso che per l'alimentazione cambi poco..
baci

maricler ha detto...

Ciao Esmé, dunque, io l'umido non lo uso quasi mai. Nel senso: abbiamo abituato la Ciccia a nutrirsi quasi esclusivamente del secco, che a quanto so io va cmq meglio per i cuccioli, perché oltre a essere molto digeribili, i crocchi aiutano anche i cuccioli nella pulizia dei denti. L'umido lo abbiamo dato una tantum e ancora ora le diamo qualche scatoletta ma sopradicamente, giusto perché adora il pollo con la zucca o il salmone col pollo. I crocchi invece sono sempre al tonno, per scongiurare l'anemia. Sushi invece non ama per niente l'umido, e così è più facile. Per cui crocchi Hill's per entrambi. La confezione Kitten costa 3.50€ (la puoi trovare anche a di più, però), e dura poco più di una settimana (e Sushi è un mangione ciccione), e così spendiamo 21€ al mese per un cucciolo. Quando crescerà ancora meglio. I veterinari con cui abbiamo avuto a che fare sono sempre stati d'accordo con noi, e poi Fabrizio ha fatto il volontario in un gattile per anni.
Tu invece pensi che l'umido sia fondamentale? Perché non le dai solo i crocchi?

Anonimo ha detto...

Io per la mia seguo da 14 anni suonati i consigli che mi diedero all'ENPA. Sta sempre benone, salta e gioca come quando era un cucciolo, non ha mai avuto il più piccolo problema. Il veterinario lo vede solo per la vaccinazione.
Te li giro:
Umido: va bene tutto, anche quello del super. E' bilanciato nel modo giusto, integrato bene, e magari esistessero cibi così pure per gli umani! (parole loro)
Secco: solo marche dei negozi specializzati, le 2 o 3 che conosciamo. Mai mai mai i croccantini dei super, danno problemi alle reni gravi.
2 pasti al giorno, sempre alla stessa ora, alternando umido e secco.
Io le dò croccantini alla mattina (30 gr) e scatoletta alla sera (85 gr.)
Non lasciare croccantini sempre a disposizione, come molti fanno, quasi non fossero un pasto.
Non dare mai nulla fuori pasto, tantomeno dal "nostro piatto". Lasciare sempre abbondante acqua pulita nella ciotola, che è meglio posizionare lontana da quella della pappa. Alcuni gatti bevono poco, e mettere una ciotola lontana dall'altra li invoglia di più a bere (sempre parola della Protezione Animali).
A me sconsigliarono vivamente di preparare io l'umido, dicendomi che è praticamente impossibile integrarlo nel modo giusto in modo "casalingo".
Boh, non sono un veterinario, ma forse l'ottima salute della mia gatta anzianotta può documentare che mi diedero i consigli giusti...

@lise: prendilo, non farti scoraggiare!!!
:)

lillilupe

Anonimo ha detto...

Dimenticavo i conti!
Premettendo che alla mia piacciono scatolette che costano all'incirca 50 centesimi l'una, la spesa mensile si aggira attorno ai 23 euro.
Ne vale la pena :)

lilli

Esmé ha detto...

Grazie a tutti per i consigli.

Maricler: perché non mi piace il concetto di alimentazione totalmente monoingrediente. Anche se, e ho avuto modo di constatarlo, le crocchette di qualità danno risultati davvero notevoli in termini di salute, bel pelo, vitalità eccetera.
È vero che i gatti hanno un senso del gusto poco sviluppato, ma mangiare è un piacere anche per loro. Poi, è chiaro che se gli dai solo crocche mangeranno quelle, essendo tra l'altro fortemente abitudinari in campo alimentare. Ma prova a proporgli qualcosa che gli piace di più, e diventa chiarissimo dalle mainfestazioni di entusiasmo cosa significa per loro "mangiare di gusto".
Io tengo presente che la mia micia sarà privata a vita di tutti i piaceri normali per un felino: non avrà mai la possibilità di cacciare, di avere una vita sociale, di allevare dei cuccioli, di esplorare territori. Preferirei che le rimanesse almeno il gusto della pappa, e per questo è necessario che assaggi cibo il più variato possibile almeno nel periodo della cucciolanza. Credo che le verrà buono da grande.

Lillilupe: concordo su tutto, meno che sull'umido da supermercato. Nutrizionalmente, è una vera schifezza. Contenendo al massimo il 5% di carne, obbliga il gatto a supplire con la quantità alla mancanza di qualità nutritiva.
Emma quindi non ne vedrà mai, se non per vizio ogni tanto o in casi di emergenza.
La mia veterinaria invece approva, a differenza di quelli dell'Enpa, il menu che ho descritto, magari con qualche crocchetta di rinforzo.

Però è vero: a conti fatti, le crocchette delle famose tre marche costano circa come il cibo cucinato. Per cui penso che la mia decisione sia quella di darle a pranzo pappe casalinghe, e a cena crocche deluxe. Così salvo tutto quello che mi preme: la varietà, il piacere, la salute e il mio povero portafogli :-)

Esmé ha detto...

Lise, non volevo scoraggiarti. La vita con un gatto è una vita più bella, e io penso che valga ogni sacrificio. Volevo solo che valutassi prima tutta la faccenda, perché tornare indietro non è mai indolore per il gatto, e anche per il proprietario.
Ho scritto il pippone, in effetti, pensando a una gattina che ho ospitato più volte l'anno scorso e per la quale soffro ancora, perché era delizia e non meritava la vita che, ahimè, starà facendo ancora oggi - a meno che il suo padrone non sia rinsavito e l'abbia restituita dove l'ha presa prima che fosse troppo tardi, come gli ho vivamente consigliato. Ma ne dubito. Era uno studente che non aveva mai avuto gatti, quindi aveva pochi elementi per valutare quanto fosse oneroso come impegno, in tutti i sensi: ma le spese come sempre le starà facendo la micia. E pensavo anche ad altre storie simili, che ho avuto vicino e che hanno fatto soffrire animali e persone oltre il ragionevole.

fedeccino ha detto...

Ho riflettuto a lungo su questo post, e sui commenti tutti interessanti che ho letto.
Ho adottato un micione di 12 anni che, a giudicare dalla sua stazza (sabato scorso sono riuscita a pesarlo, a costo di farmi massacrare spalle e addome di graffi, e, tenetevi forte, pesa 6,8 kg ...)era ipernutrito dalla sua fu-mamma con pappe non meglio identificate. Se e' arrivato ai 12 anni relativamente in forma, tanto male non dovevano essere. Da quando sta con me, e' passato al regime light della Almo (le confezioni da 3 scatolette non convengono, ma ho scovato un negozio che fa le offerte regalando 2 pezzi per ogni 10 comprati, sempre a fronte di un costo intorno ai 90/95 cent), e alle crocchette olistiche sempre di Almo (rido sempre immaginando il gatto con turbante e fare da fachiro)o quelle dietetiche di Royal Canin (versione Gattin) che cerco di propinargli nel pasto serale. Quindi, al di la del tentativo di rimettere in salute il micione, direi che pure io opto per l'umido di qualita' alla mattina, ed il secco la sera.
Anche io compro scatolette di qualita' e non di supermercato, ma c'e' anche da dire che ho avuto la mia compagna Tea - schizzinosissima - per 17 anni, e lei schifava alla grande il cibo deluxe e lo avrebbe scambiato in ogni momento col paté al pesce di Gourmet ...
Esmé, pensa che la mia spesa e' moltiplicata per due dal cane, e dalle sue costosissime crocchette Hill's !

Esmé ha detto...

Fede, trasmetti al Pacogatto i sensi della mia solidarietà. Anch'io sono a dieta, è durissima ma che quando si smette di somigliare a una foca è un bel momento.
Sui cani non ho idea, mio fratello che ne ha 4 assortiti gli fa dei papponi favolosi con la carne congelata e dei fiocchi di non so cosa. Crocche mai, a volte in emergenza quello che da loro si chiama Il Tubo, ma i cani preferiscono il pappone con ogni evidenza.

Mav ha detto...

Ma cara Esmé, Bree si è impadronita anche di te? Io non so se avrei mai la dedizione di preparare tutto quello che fai tu per la tua micia. E' vero che, a giudicare dalle foto, ne vale proprio la pena...

Esmé ha detto...

Mav, tu tiri su le tue bestie a colpi di McDonald's? Naaaah, non ci credo.
Non fa nessunissima differenza, sempre bestie sono per un cuore di mamma.

Non sono sicura di aver capito bene chi è la Bree, ma ha solide referenze: se misura il diametro delle tortiere è una di noi.

Anonimo ha detto...

Cambia il titolo del blog: Ora di pappa. Umpf!
Io volevo parlarti della stupendissima e sugolosa carbonnade flamande o carbonnades flamandes (e via così aumentando o diminuendo n ed s a piacere) che ho fatto ieri.
E volevo anche dirti che ne ho fatto una versione, secondo me, chetonica, ma in mezzo a scatolette pollo e coniglio e crocchette varie, mi sento decisamente fuori posto.
Eleonoyrs

Esmé ha detto...

Sei fuori posto come lo sono stata io per una vita, in mezzo ai dettagliati e commossi racconti degli svezzamenti e delle defecazioni neonatali dei pargoli di una pletora di amiche.
Quindi, posso solo capire come ti senti.
In quanto alla Carbonade flamande, pensavo di offrirti una ospitata qua: se me la scrivi via mail la pubblico con il massimo piacere. Mio ma soprattutto degli ospiti, i quali rischiano di restare a becco asciutto almeno fino a quando non sarò uscita dal tunnel della nazidieta. Che ne dici?

fedeccino ha detto...

Anche io comprendo questo feeling del sentirsi fuori posto, a mia volta vittima di tardo-mamme ultraquarantenni estasiate e prodighe di dettagli non richiesti ("I got the picture"), nonche' desolatamente monotematiche, ancorche' profonde (Non ho figli, e parlandomi mi fa : "Ora che sono madre, la mia vita ha un senso. Tu non puoi capire).
Sigh.

Esmé ha detto...

Fedeccino, non a caso in questo blog c'è un link al movimento Childfree (in Italia, paese irrimediabilmente mammocentrico, impossibile che attecchisca. Ma altrove c'è e fiorisce).
Ti rispondo con due citazioni a me care e che condivido pienamente:

"(...) ma secondo me, il fatto che una donna aspetta un bambino dimostra che ha perduto ogni speranza di fare qualcosa per conto suo."

"Occorrono almeno vent'anni di metodica e capillare solitarietà - senza intervalli di convivenza, senza cordoni ombelicali da tagliare in giro - per capire che non si è perso niente a non mettere su famiglia e a non procreare battesimandi, e che molto di più hanno perso coloro che non hanno avuto la stessa fortuna e sorte, cioè la stessa volontà e capacità di vivere da soli senza l'isterica fisima del "bagaglio da trasmettere" al discendente in Terra da parte dell'ascendente al Cielo, risparmiando così a una Terra smunta e stanchissima e disumanamente sovrappopolata il peso dei micidiali stronzi di un ennesimo onnivoro alla fame. "

Anonimo ha detto...

esmeralda una sola cosa ti dico: io con la scusa di dare da mangiare a Teo vado dal macellaio e compro frattaglie per me. Eleonoyrs..tu sì che mi capirai! Non puoi dire che il polmone te lo pappi tu con cipolla e peperoncino, ti guardano come se venissi da Marte..un gatto aiuta. Per il resto il Principe cosa mangia? Tonno al naturale Palmera e se gli dai il Riomare te lo lascia lì manco fosse sterco...poi l'umido e i croccantini quelli da "armani" di cui non facciamo nome. il prezzo? non lo so so solo che da 14 anni il terriccio è solo e rigorosamente catsan..una bella botta a settimana. Ma Dio sa come sono contenta di comprare ancora catsan...
annarella

Fabrizio ha detto...

Tornando all'alimentazione, i veterinari dell'oasi consigliavano il secco, se il gatto lo apprezza. C'erano gatti che disprezzavano l'umido e pretendevano i crocchi. Va a gusti. Quanto alle scatolette, PROIBITE le Petreet, le altre da supermercato al limite si può. Ma meglio del secco di qualità. In ogni caso, il discrimine è la Taurina. Si può cucinare ogni pasto, ma ogni tanto una scatoletta gliela si deve dare per metterne su un po'. Il latte proprio no, dà problemi intestinali, e occhio ai farinacei tipo pasta o riso. Può incoraggiare il diabete.
Questo quel che so, ma ci sono tante versioni, alla fine si segue quello che convince di più. A meno di avere una certezza assoluta sulla competenza di un veterinario che magari è un mago col bisturi, ci sa fare a chiacchiere, e poi sgarra sulle basi. Mi è capitato uno così, me ne sono accorto appena in tempo. Meno male.

Esmé ha detto...

Fabrizio: anche a me il vet consiglia il secco di qualità, e penso che abbia ragione dal punto di vista nutrizionale. Il costo, tra l'altro, è quasi quello dei pasti cucinati. Il piacere di mangiare, però, va a farsi benedire. Quindi metà e metà è un buon sistema.

Finché, un bel giorno... dopo un mese esatto di felicità e fusa davanti ai miei piattini, la gatta Emma ha improvvisamente deciso che non gli piacciono più.
Vuole solo le crocche. Lascia lì tutto e mi guarda sdegnata.
Il fascino dell'additivo ha colpito ancora.
Quindi, fine del cucinamento, e via con le Hill's Kitten.
Mah. Contenta lei...