domenica 20 gennaio 2008

Parliamo d'altro


Ieri ho fatto una cosa che faccio solo in casi eccezionali: ho dato degli spiccioli a un mendicante. Aspettavo l'autobus, e vicino alla fermata stava seduto un essere avviluppato in una serie di giacche a vento e cappucci. Aveva con sé una scatola di mozziconi di pastelli e il solito cartellino "Un aiuto per mangiare grazie". Sembrava concentratissimo a disegnare su un foglio piccolo che teneva sulle ginocchia. Così ho guardato e ho visto un bel disegno, e non so perché gli ho lasciato un euro nel bicchierino. Ha alzato la faccia e mi ha ringraziata. Poi ho notato che aveva dei cartoncini colorati in una cartellina, con su il prezzo: erano dei segnalibri. Erano belli, disegnava proprio bene, così ne ho preso uno e l'ho pagato. Era anche plastificato per non sporcare i libri. Mi ha detto: C'è un po' di polvere. Gli ho detto: Sei bravo! e l'essere mi ha detto: Brava. Sotto i cappucci non si capiva, ho risposto.
Non mi piace dare l'elemosina. Ma ci sono questi esseri che non sono mendicanti, e non sono nel racket delle elemosine, e non sono zingari professionisti, e non fanno finta di avere bisogno dei soldi per il biglietto del treno per poi spararseli in eroina, e non sono né insistenti né lagnosi né rompiscatole: stanno seduti al freddo nel loro angolo, sanno fare una cosa e la offrono senza speranza. C'era una volta una vecchina, che stava spesso seduta fuori dalla Scala. Faceva dei mazzolini di fiori rubati dalle aiuole, di una bellezza commovente. Minuscoli, con una rosellina, due foglie, un ciclamino, una viola del pensiero, delle bacche, quello che trovava; fatti con cura, legati con nastrini recuperati, carte stagnole. Glieli compravo sempre. Il fatto di dare dei soldi a qualcuno che cerca di darti qualcosa in cambio rende meno penosa per me, più dignitosa la transazione.
Così adesso ho questo bel segnalibro che ho idea mi porti bene. Se la ribecco, penso che regalerò a quella ragazza le mie scatole di colori e i molti album che ho in casa, lei almeno se ne fa qualcosa. E magari anche qualche golf se li accetta, fa un freddo barbino quest'inverno.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

anche per me è così.
anche io farei così.
spalluzza

barbara34 ha detto...

oh ma è una ragazza! ma che cosa tristissima! che dolore!

anna ha detto...

Se torni da quelle parti ti ricordi di me e mi compri pure a me un segnalibro? Te ne sarà grata. anna, la sfacciata.

Esmeralda ha detto...

Sì. Credo che molte amiche riceveranno in regalo segnalibri, prossimamente. Sempre che l'autrice sia ancora là.

anna ha detto...

Sarà là come la vecchina di Mary Poppins, quella dei due penny.

barbara34 ha detto...

lo voglio anche io un segnalibro, sfacciatamente!!:)

Syl ha detto...

Ehi, sono anch'io un daffodil. Che mi piace pure. Ma forse tutti vengono fuori daffodil a quel test.
Che qualcun'altro provi e riferisca, please.

Anonimo ha detto...

il posto mi piace, penso che verr� ogni tanto, mani incrociate dietro la schiena, a bighellonare.

Esmeralda ha detto...

Toh! Guarda chi c'è. Si accomodi!
C'è qua giusto una mezza tonnellata di prezzemolo da pulire.

noyra ha detto...

Io sono uno snapdragon. Anche cambiando alcune risposte, indecisa tra due diverse: beh, mi ci trovo abbastanza...

anna ha detto...

Io non lo so cosa sono perchè il mio inglese è da schifo. Ritenterò con il dizionarietto.

Esmeralda ha detto...

Certo che Daffodil è veramente un nome buffo.

Syl ha detto...

Noi li chiamiamo così anche in italiano. Da quando abbiamo abitato a Cardiff in una casetta con un giardino davanti che in marzo era un trionfo giallo. Così come tutti gli altri giardini di tutte le centinaia di migliaia di altre casette.
E' il fiore simbolo del Galles.
Da allora usiamo regalarne un mazzolino a Figlia n°1 ad ogni compleanno (marzo).

Syl ha detto...

E comunque dal greco asphodelos.

Esmeralda ha detto...

La ragazza dei segnalibri non è più là. Sono ripassata due volte dal posto dove l'avevo incontrata, ma non c'era.