
La contrattazione per conseguire 3 etti di talli (o tenerume, come lo chiamano qua) al mercato è stata dura, e ha lasciato entrambe le parti insoddisfatte: io perché ne ho avuti 600 grammi (il doppio di quello che mi serviva), e il cingalese perché me ne ha venduti la metà di quella che riteneva essere la dose minima consentita (un chilo, signò).
Come ogni anno, l'acquisto dei talli mi porta attimi di celebrità al mercato: i milanesi non hanno la minima idea di come mangiare questo fogliame peloso e avviluppato, e quando vedono che lo compro mi obbligano regolarmente a una lezione di Zuppetella sulla pubblica via. I banchisti campani si commuovono e applaudono, a volte fioccano anche proposte di matrimonio. Una di queste volte accetto e mi sistemo, sarebbe anche ora.
Credo però che ci sia un copyright sulla mia cena, per cui non oso pubblicare la ricetta.
Se Noyra legge, mi autorizzi esplicitamente (il silenzio assenso, su queste faccende delicate, non basta).

Ok, allora la Zuppetella di Noyra (versione semibrodosa) l'ho fatta così:
talli (altrimenti detti tenerume)
cipollotto fresco bianco
zucchine neonate con fiore
patate novelle
basilico
eventuale crosta di formaggio giurassica
Ho mondato il vegetale togliendo tutti i piroli (queli cosi a cavatappi con cui la pianta si ancora per arrampicarsi), scartando le foglie più grosse e tentando di conservare i gambi, dopo aver sbucciato via la parte fibrosa. Ovviamente va a finire che li butto, è davvero un lavoro seccante. Ho tritato una cipollina bianca fresca, l'ho brevemente soffritta senza farla colorire in una pignatta, ho fatto a dadini le patate (questa volta erano belle patanelle novelle mini, quindi ho lasciato la buccia e le ho tagliate a quarti). Ho separato i fiori di zucchina li ho puliti e ho fatto a rondelle le zucchine.
Ho aggiunto al soffrittino prime le patate, poi dopo qualche minuto le zucchine, e ho fatto stufare per un quarto d'ora. Poi ho aggiunto i talli, e dopo 10 minuti di cottura anche i fiori. Ho aggiunto un po' d'acqua (mica tanta, a me piace a metà strada tra l'asciutto e il brodoso), sale e ho fatto andare fino quando le patate erano cotte.
Se avete la crosta di formaggio, la pulite, la fate a pezzetti e la aggiungete dopo la verdura. Ci sta da dio. Se avete del pane biscottato, va bene anche quello in fondo alla scodella. Ma a me piace di più senza.
Come dice la Armida, che ne fa una versione sicula, è un cibo che consola: è verissimo. Ti rimette al mondo.