mercoledì 1 agosto 2007

Bunny in a bag

Parafrasando le mie patatine preferite (chi ha da intendere intenda), ho infilato in a bag dei lombi di coniglio, del prosciutto crudo tagliato a bastoncini spessi, delle olive (toscane, non taggiasche, ma sono lo stesso tutto nocciolo e niente ciccia: a noi masochisti ci piace così), abbondante timo fresco, poco rosmarino e un paio di cucchiai di vino bianco. Ho cacciato tutto in forno, approfittando della tregua alla canicola. Più leggero di così non esiste, però molto soddisfacente. Ricomincio con tripudio ad assumere del cibo diverso dal riso e yogurt con cui mi sono sostentata in questi giorni di espiazione e disordini assai poco esistenziali.

5 commenti:

noyra ha detto...

I'm a woman and I love bags, every kind of bags.
In queste poi, ci ho infilato di tutto, con grandissima soddisfazione: ne ho in serbo una speciale, che serve per affumicare, ma ancora non ho deciso cosa...
And I love rabbit too.
Jessica

Syl ha detto...

Uffa, Blogger mi boicotta. Ho già scritto ieri.
Ho scritto che sono io la bag lady e che tutti gli esperimenti di insacchettamento mi divertono.
Poi raccontavo di una cena di ieri sera in cui tutto è andato storto, che figura, e avevo degli amici cari cari. Ma ormai l'avevo già detto e riscrivere è scocciante.

E' la tua espiazione che mi inquieta.

Esmeralda ha detto...

Eh già. E così noi ce lo perdiamo. Bella fregatura! Ma a noi piacciono molto i resoconti dei disastri gastronomici. Anzi: quando ho aperto questa casetta, avevo in mente di raccontare solo quelli (il materiale certo non mi manca). Poi, come tutti, presa dalla vanità, ho dato conto delle ricettine perbenino, con le loro belle fotine.

Syl ha detto...

Hai ragione, perché voler fare solo i galli con le cosucce tanto belline.

Non so perché, ma ci sono persone che quando invito, mi chiamano il pateracchio. O più pateracchi, come ieri.
Non è ansia prestazionale, ero rilassata, finanche un po' troppo in realtà. Diciamo pur distatta.

Antipasto: gazpacho, buonino, ma a loro non piace, come all'80% delle persone che conosco: errore do scelta.

Frico sotto forma secca, crostolosa, tipo patatine. Buono, ma non l'avevo fatto io, bensì comprato e vacuumato in Friuli, dunque non vale.

Prosecco buono, per fortuna.

Pasta e fagiuoli tiepida. Di solito la preparo a occhi chiusi, con una mano sola e facendo zigozago. Un cibo semplice ed onesto. Ho dimenticato il sale e la cosa è stata praticamente irrimediabile. Era insipidissima, poltiglia al cartone, nonostante i fagiuoli borlotti freschi dell'orto, sgranati con ammore.

Rifreddo: per fortuna Esme e la Ste' l'han provao e posson portare testimonianza della simpatia del piatto e del fatto che mi è riuscito almeno quella volta (in realtà questa era la quarta). Ho dimenticato di metterci il peso sopra in frigo. Aveva le ondine e le bolle d'aria e si sbriciolava. E poi il mio macellaione Giuseppe è a Cesenatico e la coopseitu mi ha tirato il pacco su carne e procrudo, niente affatto dolce come mi assicurò la signorina con la bustina in testa.

Gelato alla lavanda stracciatellato fondente, buono di sapore, ma di una consistenza orrenda. Colpa della gelatiera? Delle lune di Saturno? Bah...

Guardate, c'ho ancora il nervoso adesso.

Esmeralda ha detto...

L'essenziale è che il prosecco fosse buono.

Sul rifreddo sono pronta a testimoniare anche sotto giuramento (mano destra sull'Artusi)