mercoledì 14 gennaio 2009

Miracolo a Milano?

Punto di vista: una finestra del terzo piano.
Set: esterno, mezzogiorno. La panchina di un giardinetto pubblico, in una zona elegante della città. Molta neve che ricopre ogni cosa (e sta ancora nevicando fitto).
Azione: un uomo con giacca a vento e cappuccio arriva a piedi. Si avvicina alla panchina. Si inginocchia nella neve. Estrae un pacchetto, lo poggia sulla panchina, davanti a sé. Lo apre: nell'involto c'è una aragosta. L'uomo la mangia con calma, con le mani. Poi si alza, raccoglie i resti e la carta, li butta in un cestino, e se ne va.

Restano tutte le domande.

(Visto realmente il giorno della grande nevicata del 6 gennaio da una persona che mi ha chiamata per raccontarmelo).

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Ipotesi: Era in crisi di astinenza da crostaceo.

Morellick

Anonimo ha detto...

...che alla mensa dei poveri abbiano dato caviale per natale e aragoste per l'epifania?

Eleonors

joechip2002 ha detto...

Da psichiatra, era più preoccupante se vedevi un aragosta che scartava e si mangiava un uomo!
Ciao

Anonimo ha detto...

Anche se eri patologo era più preoccupante se vedevi l'aragosta che scartava e si mangiava un uomo :-D

fedeccino ha detto...

E' semplicemente il Rito dell'Aragosta delle Nevi, il sacrificio si compie in ginocchio solo nella neve fresca e mentre sta nevicando in una grande citta' senza mare, quindi e' un evento piuttosto raro.
Chi ha la possibilita' di assistervi sara' baciato dalla fortuna per un numero di anni direttamente proporzionale al numero di arti ed appendici del crostaceo.

Anonimo ha detto...

aveva previsto la nevicata e aveva lasciato l'aragosta lì per cuocerla a 0 gradi....
spalluzza

Anonimo ha detto...

Sembra un rito.
Per mangiare bisogna soprattutto amare ciò che si mangia. amare e chiedere perdono perchè lo si mangia.

bandini ha detto...

qui se non si rialzano le borse saremo costretti tutti a bere il Sauternes nei parchi pubblici, dentro sacchetti di carta, poetici e melanconici, il bavero rialzato, l'audi scassata parcheggiata di traverso e il giornale delle corse dei cavalli nella tasca del giaccone...

Esmé ha detto...

Eleonors: non so cosa aspettarmi per Carnevale, a questo punto.
Joechip: ciao! Ma allora ci sei ancora! (comunque troverei massimamente preoccupante se l'aragosta si mangiasse l'uomo senza scartarlo).
Fedeccino: spero proprio che sia come dici tu.
Anonimo: non mi ci vedo a chiedere perdono ai fagiolini, ma l'aragosta certo la ringrazierei.
Bandini: tevvibile. Ci aspettavo tempi atvoci. Meno male che il cashmeve tviplo filo duva un'etevnità.

Anonimo ha detto...

Una sola domanda.
Quante diottrie ha la persona che ti ha comunicato il fatto? 14?
ciao
nonno

Anonimo ha detto...

Seconda domanda.
La persona di cui sopra è paziente del tuo nazidiet? Se la risposta è affermativa allora abbiamo risolto l'enigma. Era in ascesi mistica.
ancora il nonno.

Mav ha detto...

Non ci son più quei bei ricchi di una volta...