lunedì 26 gennaio 2009

Chunjie a Chinatown

Sabato ho fatto la turista per casa con un gruppo di Gastronomadi. Capitanati dall'intrepido Chef Kumalé, sono venuti fin dalla remota Torino ad esplorare la chinatown milanese e la sua offerta alimentare, in occasione della vigilia del capodanno cinese. Che poi sarebbe la festa della primavera. A proposito: buon anno del bue a tutti. Prosperità attraverso il duro lavoro, pazienza e perseveranza. Potrebbe essere peggio, su.
Devo dire che è stato molto interessante e divertente l'esplorazione guidata in un territorio arcinoto. Ho scoperto delle cose che avevo sotto il naso da sempre, senza averle mai viste - che era esattamente quello che speravo succedesse. Ho riscoperto un negozio che mi ero dimenticata esistesse, e che nel frattempo è diventato bellissimo (tanto bello che dentro ci abbiamo incrociato Gualtiero Marchesi in missione. Chissà cosa cercava, e soprattutto chissà cos'ha trovato di buono? Comunque l'ho toccato fisicamente, e la mia cucina è sicuramente migliorata, lo sento). Ho finalmente in agenda due ristoranti dove posso andare, se mi viene la voglia di un cinese come si deve. Ho sentito millanta storie e assorbito una mole impressionante di informazioni sulla cucina cinese, che ovviamente la mia mente da paramecio riterrà in proporzione infinitesimale. Ma non importa: salteranno fuori al momento del bisogno. La preparazione di Chef Kumalé è davvero monumentale. Entrare in un food market dove ero stata cento volte, con lui diventa una esperienza universitaria. Ogni spezia, ogni barattolino indecifrabile, ogni ortaggio misterioso, ogni attrezzo ha avuto la sua storia e la sua spiegazione: e la cucina cinese è notevolmente ricca e complessa. Se penso a questa competenza moltiplicata per le cucine del globo terracqueo mi viene quasi paura, tenendo conto che non ha mica novant'anni, quell'uomo.

(qui allo scalco di uno stinco di maiale)

A proposito di storie: lo sapevate che esiste il Dio della cucina? È una divinità che sta sul focolare, dove si svolge la parte fondamentale della vita familiare, e per tutto l'anno tiene d'occhio la famiglia. In questo giorno, la statuina viene bruciata e vola in cielo a riferire ai superiori com'è andato l'anno in quella casa: chi si è comportato bene, chi male, se ci sono guai, punizioni e premi da elargire. Insomma, una specie di portinaio impiccione e un po' delatore... Allora, per ingraziarselo, gli si offrono alcolici perché sia confuso, e dolci glutinosi perché abbia la bocca impastata e difficoltà a parlare.
Sorvolando sul fatto increscioso che ho dovuto assistere al pranzo della truppa senza poter assaggiare neanche un bocconcino di un menu che sembrava luculliano (prova durissima), e sul gelo polare che ci mordeva i nasi, è stata proprio una esperienza bella e nutriente. Ho anche assistito a un fatto criminoso! Scippo in diretta, con fuga a piedi di tre ragazzotti cinesi lungo la Paolo Sarpi, inseguiti solo dal derubato che invano urlava "fermateli!" nell'indifferenza e nella assoluta connivenza della popolazione (io cinese, non capile cosa dile uomo allabbiato).
Alla fine del giro ero talmente presa da tutta la faccenda, che dopo aver salutato i compagni di avventura ci ho messo mezz'ora a ricordarmi dove avevo parcheggiato il motorino.
Una annotazione: rispetto a come era due mesi fa, Chinatown appare ora, dopo la pedonalizzazione, assolutamente spettrale. Niente carrellini, è vero, niente casino, ma niente italiani. Il milanese ci mette un paio d'anni a riprendersi dal trauma di non poter parcheggiare il suv in terza fila e fare shopping con agio.
Con mio grande dispiacere, il reportage fotografico manca del tutto: per strada, data l'arietta tesa che c'è dopo gli scontri dell'anno scorso, i negozianti cinesi ti scacciano in malo modo se tiri fuori la macchina; e al ristorante, la mia mano tremava (forse per la fame) e le foto sono venute tutte mosse. Impubblicabili. Pazienza.
Voglio assolutamente andare a Torino a fare il tour di Porta Palazzo.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

vedi che brava la esme curiosa e interesata del cinesume milanese invidio la tua larghezza di vedute
io invece sono proprio una donnina piena di pregiudizi e la cina mi fa paura e diffidenza
pagno

lise.charmel ha detto...

ho abitato lì per 8 anni senza mai vedere nessuno scippo (e pure quando c'è stata la rivolta non c'ero)! hai ragione, la zona è un po' più spettrale, io spero che con la primavera si riprenda un po'. posso chiederti quale fosse il negozio di cui avevi dimenticato l'esistenza?

Esmé ha detto...

Pagno: non ho particolare attrazione per la popolazione cinese, né per la loro cucina. Però mi interessa, come quasi tutto. E mi interessa sapere di più di questa cittadella nella mia città.

Lise: il negozio è Kathay, in via Rosmini.

LaStè ha detto...

Porta Palazzo anche io!
Poi in via Rosmini mi ci porti tu, che la mugliera del GM cinese che mi ha portato in giro per Shanghai non mi ha raccontato niente.
Hai ragione sul Kumalè, io ricordo una serata di cuscus a Portomaggiore due anni fa.

Esmé ha detto...

Alla prima occasione, allora, potremmo fare una Grande Convergenza interregionale su Porta Palazzo. C'è già una mia amica da Modena, e altri si aggiungeranno (aggiungetevi! Sarebbe divertente).

Anonimo ha detto...

Io mi prenoto! Però per la primavera, quando, spero, vi avranno finalmente tolti dalla vaporiera a freddo dove vi hanno messo a lessare.
Eleonors

comidademama ha detto...

Parlavo proprio ieri di Chef Kumalè con maite de la cucina di calycanthus.
Il tour di Porta Palazzo deve essere strepitoso. Io sono piemontese, poco bougia nen, della prov di CN ^_^

Esmé ha detto...

La cucina di Calycanthus è inclusa nel mio giro di visite quotidiane e mi piace molto. Però raramente la cucino: troppo raffinata per me che in fondo sono una sbranatrice di tracchie.
Peccato che sei troppo lontana per il Grand Tour torinese, vorrà dire che quando lo facciamo ne racconterò diffusamente. Magari lì mi lasciano anche fare qualche foto...

Io pensavo che, se mettiamo insieme un gruppetto di dieci o più, magari un tour di Porta Palazzo riusciamo a farcelo organizzare apposta per noi, compatibilmente con le date di Vittorio Castellani che è girovago. Pensavo verso maggio, magari. Se qualcuno fosse interessato mi scriva.

comidademama ha detto...

Porta palazzo la conosco abbastanza bene , è la mia zona, ma mi piacerebbe passeggiare con Vittorio.
Quando era venuto ad Amsterdam gli avevo dato tutta una serie di indirizzi da andare a vedere per le sue guide, eoni fa, chissà se si ricorda. Magari gli scrivo.

Bella la definizione mangiatore di tracchie ^__^