
E dopo l'innamoramento, si fanno i conti con la realtà. Io, che sono una donnina assennata, li faccio anche durante, senza nulla togliere al romanticismo.
Quanto costa nutrire un gatto?
Nutrire non vuol dire, per quanto mi riguarda, riempirgli la pancia. Quello si fa agevolmente con le scatolette del supermercato: di fascia alta o bassa, fa poca differenza. Peccato che verso gli otto, nove anni ve lo ritrovate con i calcoli, o l'insufficienza renale, e sono guai che chi ha avuto un gatto di lunga vita conosce bene.
Nutrire, quindi, significa cercare di fornirgli cibo che lo mantenga in salute, e magari anche gli piaccia.
I veterinari, che poi si ritrovano a curare i vecchi gatti malati e quindi la sanno lunga, consigliano alimenti di qualità, umidi o secchi; tutte le Persone con Gatto sanno che le marche sono tre o quattro (e non le vendono al supermercato, ma solo nei negozi di animali).
Emma dovrebbe mangiare cibo bilanciato per cuccioli ancora per 7 mesi. Ho scoperto con orrore che il prezzo è 1 euro/ 1,10 per microscatoletta, e ne deve avere due, quindi
2,10 euro al giorno. Con le crocche delle stesse marche si risparmia qualcosina, ma è molto triste mangiare solo palline secche a vita.
Quindi, fanno
63 euro al mese solo per la pappa. Scherziamo? (Capite adesso perché non ho due gatti)?
Ho quindi affrontato, con spirito risoluto e positivo, il periglioso cammino della pappa fatta in casa. Con risultati sorprendenti.
Ho previsto un menu che alterna una grande maggioranza di carni bianche (pollo, tacchino), una certa quantità di pesce (nasello e ventresca), un po' meno di carni rosse (macinato di vitello), una piccola percentuale di frattaglie (fegatini di pollo). Non calcolo il costo di quella mezza zucchina o carotina e del (pochissimo, non più di mezzo cucchiaio al giorno) riso che aggiungo.
Ho ovviamente approfittato delle offerte del supermercato, che peraltro ahimè orientano anche la mia alimentazione, da parecchio tempo prima che scoppiasse la crisi economica attuale: sono sempre stata avanti sui tempi, maledizione. Ho scelto i tagli di pollame più economici (coscia e sovracoscia in confezione da 2,5 kg, che vanno anche meglio del petto perché sono più grassi, e i gatti di grassi hanno bisogno), il pesce è surgelato e di provenienza tutto meno che mediterranea, eccetera.
Ho tenuto traccia accurata degli scontrini, contato le porzioni dopo la lavorazione, e il risultato è che il costo al giorno è di
0,60/0,70 euro. Circa
20 euro al mese. Un terzo secco dell'opzione cibo industriale di qualità. Mica male!
Ovviamente bisogna avere tempo ed essere sistematici, per cavarsela così. Si fa la spesa una volta ogni 10 giorni e per due ore si lessa, si sbollenta, si disossa, si spella, si dilisca, si sminuzza, si miscela, si porziona nei bicchierini di plastica e si surgela. E bisogna avere un microonde, se no si diventa pazzi a scongelare due volte al giorno.
Bisogna anche avere la fortuna di vivere con un gatto di palato facile: con la fu-micia schifiltosa, tutto ciò sarebbe stato impraticabile. Lei non ha mai accettato di riconoscere come cibo nulla che non fosse stato previamente additivato di schifezze e inscatolato, nonostante i miei tentativi di invogliarla fin dal primo giorno con piattini prelibati. Infatti ha passato gli ultimi 7 anni della sua vita costretta a mangiare solo crocche per l'insufficienza renale, che fanno schifo anche ai gatti, e abituarla non è stato affatto semplice. Tesora, quanto la penso in questi giorni.
Insomma: ce la si fa, come sempre, sbattendosi un sacco.
Però è una discreta soddisfazione quando Emma si fionda sul ragù di tacchino e fegatini, e lecca il piattino fino a lucidarlo.

Ora, io spero di star facendo bene. Qualche dubbio ce l'ho. In particolare, non so se questo regime debba essere integrato in qualche modo per ottenere gli strepitosi risultati delle pappe bilanciate deluxe (c'è bisogno di più calcio per un cucciolo? Taurina? Vitamine? Olio di oliva? Latte sì, latte no? Boh?). Nel frattempo, integro con una piccola quota di crocchette per cuccioli.
Ovviamente ne ho lette di tutti i colori, ma non sono in grado valutare il grado di attendibilità delle informazioni che ho trovato. Se si aggirasse da queste parti un qualche veterinario sano di mente ed esperto in nutrizione felina, sarei felice di sapere cosa sto sbagliando. (Astenersi sentito- dire e consigli non documentati, grazie).