martedì 19 gennaio 2010

Il mistero delle puntarelle

Non so voi, ma io ho una serie di questioni in sospeso riguardo alla preparazione del cibo.
Misteri che affronto da anni, e che nonostante mi ci sia incaponita non sono mai arrivati a soluzione.
Oggi ne ho uno uno in meno, ed era uno dei più frustranti.

Come si fanno le puntarelle non è un mistero per nessuno. È la cosa più stupida del mondo. Si prendono le puntarelle, eventualmente si spelano, si tagliano a bastoncini finissimi, si mettono in acqua fredda e si lasciano lì un tot di ore. Fine del procedimento. Quando si torna si trovano dei bei ricciolini, li si condisce con olio, aceto, aglio, acciuga. Fine della ricetta.
Oppure, se uno è di Roma, va al mercato e se le compra bell'e arricciate. Usanza civilissima, trovo. Quassù invece l'unico sistema è andare al mercato, comprarsi un enorme cespo di catalogna spigata (perché se chiedi puntarelle non hanno idea di cosa parli), farsi strada attraverso il fogliame a colpi di machete, separare i cicci uno per uno, e accingersi al micidiale lavoro di tagliuzzamento con un coltellino affilato. Ma.
Ma io sono dieci anni che faccio questa cosa, con fede rocciosa, e quando torno trovo gli stessi bastoncini dritti stecchiti che ho lasciato a mollo. E mangiare le puntarelle dritte inficia completamente il piacere: su questo nessun compromesso è accettabile. Invano ho interrogato per anni mamme, nonne, cugine, cognate e amici di amiche romane. Invano ho molestato interi forum perché mi si dicesse come, come si fa a ottenere la tipica arricciatura. Ho addirittura comprato un coltello giapponese, pensando che magari era la scarsa qualità della mia rudimentale coltelleria casalinga a fare la differenza. Niente.

Ma poi ho ricevuto in dono il tagliapuntarelle - per i posteri Tapù - e la mia vita ha avuto una svolta.



Il genio che lo ha inventato meriterebbe non dico una statua, ma almeno una targa, una giarrettiera, una onoreficenza. Spero che egli sia ricco e famoso, e viaggi su una carrozza dorata tra gli applausi della folla.
Questo aggeggio semplice ma efficace funziona così: acchiappi la puntarella, la spingi attraverso la grata et voilà! Fine del lavoro. Butti nell'acqua e,  quando torni, la trovi fresca di messinpiega, soavemente arricciata come se non avesse fatto altro nella vita.



E siccome il genio è contagioso, nel mio piccolo ho subito intuito che c'era un margine di perfezionamento a un risultato già molto soddisfacente: il taglio a polipetto*.
Il taglio a polipetto, a parte l'aspetto ludico che già è fondamentale di per sé, permette di inforchettare comodamente lo sfuggente ortaggio, e di godere di un bocconcino perfetto.
Ed io da oggi in poi ne godrò a profusione. Grazie Veniero!




* a dire il vero la tecnica del polipetto me l'aveva spiegata anni fa Silvia, che viziosamente la applicava ai wurstel da friggere. Quindi è tutta una catena di virtuosa genialità che si sparge contagiosamente per il globo.

28 commenti:

Duck ha detto...

Oddio, e come la prenderà Esmé se le confesso che pur avendo vissuto a Roma per trent'anni non ho mai mangiato le puntarelle arricciate (tanto meno quelle a polipetto, visto che è una sorta di suo brevetto personale)?
Per rimediare, posso dirle che la fotografia con la freccia disegnata ha attirato assai l'attenzione della gatta Matilde, che è rimasta un bel po' a fissarla dallo schermo. Chissà cosa ci ha visto...

Anonimo ha detto...

ALLA GENTILE ATTENZIONE DELL'INTESTATARIO TITOLARE DEL SEGUENTE BLOG.
esiste il brevetto n 0001359988
dell'oggetto nell'immagine in questione;qual'ora il prodotto da lei pubblicato detiene un brevetto lo confronteremo.
nel caso questo non esistesse è consigliabile la rimozione.
=il brevetto è visionabile presso via veneto sito in Roma=
cordiali saluti

Anonimo ha detto...

Io da poco sono entrata in possesso di arturo lo spremiagrumi del futuro....con le arance non mi sembra che se la cavi al meglio.
Vedrò con il limone.
Questo attrezzo pure mi intriga assai.....
:-)
spalluzza

lise.charmel ha detto...

che bella che è l'esmè cuoca felice e parrucchiera di ortaggi! mette tanta allegria

RENZO ha detto...

Al gentile anonimo (titolare del brevetto?)

La rimozione di cosa, di preciso? Del blog? Delle puntarelle? Della tenutaria? Oppure la rimozione delle foto di un oggetto di cui qualcuno detiene il brevetto? E perché mai?

RENZO ha detto...

Tornando alle puntarelle,
a Pavia (quindi al netto di fattori climatici etc) ho comprato un cespo di catalogna spigata (esselunga)le ho tagliate col coltello in acciaio (tescoma azza, damascato), sottili ma senza esagerare e le ho messe a mollo in ACQUA e GHIACCIO (e qua forse sta la differenza) e le puntarelle si sono arricciate tantissimo.

Esmé ha detto...

La gatta Matilde mi sbalordisce. La gatta Tea fissa le frecce solo se si muovono sullo schermo, quelle che *indicano* il movimento non le rileva.

Spalluzza, con le arance Arturo non se la cava altrettanto bene che coi limoni, in effetti.

Renzo, sono perplessa anch'io per il minaccioso messaggio, ma non ravvisando alcun dolo nel mio post non mi rimuovo da qua.

E mi pareva strano che non saltasse fuori la storia del ghiaccio! Ovvio che ho provato anche col ghiaccio. Non c'è NULLA cha io non abbi aprovato. Iceberg di ghiaccio. Ma niente da fare. Io credo che passi sotto casa mia una corrente magnetica sotterranea che impedisce un appropriato arricciamento. Evidentemente il reticolato del tagliapuntarelle è in grado di disperdere le energie maligne. Altro non so pensare, ormai.

Esmé ha detto...

Lise, in effetti mi diverto assai coi polipetti. Si vive di balocchi, no? :-)

monicabionda ha detto...

da brava nordica, ammetto di essere decisamente ignorante in merito alle 'puntarelle' che, come i commercianti che citi, non so nemmeno riconoscere.
Ma adesso che hai raccontato con profusione di immagini, proverò ad accostarmici :-)

Anonimo ha detto...

r/r/r
e' l'oggetto con la freccia-

Renata_ontanoverde ha detto...

Che bello! finalmente risolto il mistero e la consolazione di non essere io l'unica imbranata a non far arricciare le puntarelle!

Ora darò la caccia all'attrezzo!
Arrivo qui da poco e mi è piaciuto un casino il post sul lieto fine della Gattina Mannara: i gatti la sanno lunga, c'è poco da fare!

Un ciao ventoso da Trieste, Renata

Anonimo ha detto...

"Il genio che l'ha inventato meriterebbe un dizionario, o un paio di occhiali, o almeno un po' di senso dell'umorismo...!"

Esmé ha detto...

Monica: giuro che non sono al soldo del consorzio dei produttori nazionali puntarelle.

Renata: la sanno lunga, ma spesso non si spiegano bene. Certe volte per capirli bisogna farsi gatto, e non è facile.

Anonimo: in effetti il genio avrebbe bisogno di tutti e tre. Ma poiché è un genio, forse dobbiamo prenderlo così com'è.

Daniela ha detto...

Esme' non ti preoccupare del minaccioso commento: se leggi bene era destinato al "intestatario titolare del SEGUENTE blog". Il tuo blog non seguiva...

LaStè ha detto...

Quindi sono rimasta l'unica a non fare arricciare le puntarelle....

Anonimo ha detto...

1. dati - UIBM - Ufficio Italiano
27 ott 2008 ... La ricerca può essere effettuata sul numero di domanda o sul numero di brevetto/pubblicazione. Se si ricerca una domanda è necessario ...
www.uibm.gov.it/dati/ - Copia cache - Simili

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Il brevetto è lo strumento giuridico che consente di potere vendere e commercializzare in esclusiva la propria invenzione in un determinato stato. Il brevetto si ottiene per prodotti nuovi o per sistemi produttivi, in certi casi anche per il software.
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date modo comunicare direttamente alla persona e/o persone interessate, il riserbo e' d'obbligo.
comunque controllate con mano, gli estremi sono gia' stati comunicati.
si chiede gent. il confronto dei titoli, qual'ora ne possediate uno.

Tayapucru ha detto...

sono secoli che lo cerco anch'io: non è bastato avere un parente di primo grado a ROma...

Esmé ha detto...

Il mio parente è di una efficienza mostruosa, quando ci si mette.

minushabens ha detto...

Al mercato di Campo dei Fiori non solo ho trovato "Tapù" (TAglia PUntarelle), ma anche il comodissimo TAZU' (TAglia ZUcchine): stesso funzionamento, ma taglia a striscie invece che a quadretti.

Esmé ha detto...

minushabens: con Tazù si aprono nuove, ulteriori prospettive

larissa ha detto...

in questa valle di lacrime, gastronomicamente parlando, in cui risiedo , le puntarelle non ci sono. come tante tante tante tante altre verdure che rimpiango dal più profondo del duodeno. vaglielo a spiegare agli inglesi che non si mangiano solo broccoli-carote-piselli. l'ultima volta che sono tornata in visita ai parenti, ne ho mangiate a secchi, e mi sono goduta quelle appena appena curve che la mamma aveva pazientemente tagliuzzato neanche fosse l'ultima cena.
diffonderò la rivelazione del Tapù, e la prossima volta, vedrai che polipetti!
grazie!

Esmé ha detto...

Larissa, hai la mia più profonda comprensione e solidarietà duodenale.

larissa ha detto...

siccome è innegabile che mi piace leggere ciò che scrivi,e che, ammettiamolo, Esmè mi piace, ti sottoporrei la mia ricetta-tormentone del momento. devi sapere che sono una cuciniera compulsiva, quando mi va una cosa la cucino e la rimangio finchè non ne posso più. con le verdure in stagione è diverso, mi sento sgravata di ogni peso perchè è legittimo approfittarne quando ne è il momento. appunto, data la triste penuria di vegetali edibili che mi circonda, le ortiche rappresentano una ricchezza inestimabile, e un grido di rivolta contro l'aborrito supermercato a cui sono costretta ad approvigionarmi per la maggiore. hai mai fatto la quiche di ortiche? è buonissima! permette di glissare sull'unica proprietà sgradevole che hanno le ortiche cotte: la pelosità. ecco come la faccio io, orgogliosamente fiera di averne ideato la ricetta.
colgo le ortiche (si mangiano tutte, ma le puntine sono più tenere, soprattutto in questa stagione)con la complicità di robusti guanti di gomma, di quelli per lavare i piatti. ne riempio un sacchettone abbastanza grosso. torno giù dalla mia collina di fiducia tutta contenta, e faccio rosolare in padella grande un paio di cipolle bionde e/o abbondante scalogno con un po' di burro. intanto lavo e asciugo le ortiche nell'insalatiera. quando la cipolla comincia ad ammorbiirsi, aggiungo le ortiche nel padellone e le faccio asciugare come qualsiasi verdura a foglie. vanno aggiunte a tappe perchè sono voluminose ma alla fine si riducono.
quando le verdure sono cotte ma non troppo, le trasferisco in un ciotolone, e quando sono tiepide aggiungo una mezza tazza di parmigiano grattuggiato,250 grammi di ricotta, un formaggino di capra a pezzettini ( a me piace quello puzzolente) e un uovo. mescolo, assaggio, e aggiungo sale come mi va.
siccome sono previdente, prima avevo preparato la pasta per la quiche, e qui ognuno ha la sua ricetta di fiducia (ho scoperto che viene buona e più leggera usando lo stesso impasto della pizza, tirata sottilissssima). la metto nella teglia e ci verso dentro il mischione. butto sopra un po' di pepe e inforno in forno caldo a 180 gradi per una mezz'ora.
il trucco è esaltare ma non coprire l'aroma buonissimo delle ortiche con troppo formaggio saporito, e di bilanciarlo con il dolce delle cipolle. a me fa impazzire.

cosa ne pensi?

Esmé ha detto...

Larisa, apprezzo infinitamente chi va a scovare erbe mangerecce. Ne penso che con le ortiche ci faccio cose molto simili, e anche un ottimo risotto.
Ma ho appena pubblicato un post tutto per te. Poi mi sono resa conto che di sicuro ti mancherà un ingrediente fondamentale, ma già so che supplirai benissimo con la pasta da pizza :-)

ciao e grazie

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Claudia - Granosalis.org ha detto...

Ma che piacevolezza leggere i tuoi articoli! Davvero!
Il Tapù spero di trovarlo presto anche io, mi pare un attrezzo geniale.

Roberta Gallini ha detto...

Un oggetto proprio utile, chissà se riesco a procurarmene uno.
Ciao Roberta

Olly ha detto...

ciao!
ho comperato in via sperimentale delle puntarelle....non sapendo neppure di cosa si trattasse ho cercato info e trovato il tuo simpaticissimo post!! :D
non è che potresti dirmi quanto tempo vanno lasciate a mollo??

il tizio del brevetto non è che abbia inventato nulla di speciale, ha solo modificato il "Tauo"...l'affetta uovo!!:)))
dovrebbe anzi esser contento della pubblicità che gli hai fatto! ;)